Bari – Fiorentina 1-1

28 02 2011

La Fiorentina pareggia a Bari 1-1 e fa un altro passo verso la salvezza al termine di una gara brutta e deprimente.
A Bari nove mesi fa c’era l’ultimo atto della Fiorentina di Prandelli, un bellissimo ciclo finito lo scorso maggio, purtroppo si può dire che a distanza di alcuni mesi con il nuovo allenatore un nuovo ciclo non si è aperto.

La gara di oggi certifica la pochezza della Fiorentina attuale, dopo un buon avvio barese la Viola va avanti dopo 22 minuti con un gran gol di Gilardino in diagonale. A quel punto c’erano le condizioni ideali per portare a casa la vittoria, in uno stadio che contesta la propria squadra e contro una formazione tecnicamente scarsa sarebbe bastato poco. Ma la Fiorentina quel poco non lo fa perchè i gigliati si rintanano nella propria metà campo senza riuscire quasi mai a ripartire. Nella ripresa le cose peggiorano perchè la Fiorentina continua a lasciare l’iniziativa al Bari e i viola riunciano a giocare, i cambi decisi dall’allenatore si rivelano controproducenti, entrano Vargas e Cerci ma è a centrocampo che la squadra manca, fa poco filtro e soprattutto non riparte mai. A pochi minuti dalla fine arriva il meritato pareggio con Ghezzal che sugli sviluppi di un calcio d’angolo trova la conclusione vincente.

Finisce così con un pareggio, con la Fiorentina che ancora una volta si dimostra incapace di fare gioco contro una squadra inferiore, con una vittoria forse poteva esserci qualche timido spiraglio per l’Europa, in questo modo invece sembra all’orizzonte un lento trascinarsi verso la fine della stagione.





Fiorentina – Sampdoria 0-0

20 02 2011

Niente da fare! Dopo il successo di Palermo e l’ottima prestazione contro l’Inter, le rinnovate ambizioni viola subiscono una brusca frenata nella terza gara in 7 giorni contro la Sampdoria. Il pari al termine dell’incontro premia così solo i genovesi, giunti al Franchi in piena crisi di gioco e risultati con il solo scopo di smuovere la propria classifica, mentre evidenzia i limiti della squadra di Mihajlovic nel rendersi pericolosa nonostante l’evidente supremazia territoriale. Insomma, detta in parole povere, questa Fiorentina pare ancora incapace di imporre il proprio gioco soffrendo terribilmente le squadre avversarie chiuse nella propria metà campo.

Così la gara è scivolata via con pochissimi spunti degni di nota. Da segnalare solo il ritorno in campo di Vargas, subentrato nella ripresa, e qualche buono spunto del solito Behrami, l’ultimo dei viola ad arrendersi allo scialbo pareggio. Non pervenuti invece Adrian Mutu, evidentemente stanco dopo la lunga assenza forzata, e Alberto Gilardino, colpevole anche di aver fallito una ghiotta occasione su cross di Pasqual.

Probabile che Sinisa a quest’ora si stia chiedendo se non fosse stato meglio fare qualche cambio in più prima e durante la partita. Ma il tempo è inesorabile, il campionato si avvia agli sgocciocioli e presto si tireranno le somme di questa tormentata stagione!





Fiorentina – Inter 1-2

17 02 2011

Come si dice a volte, c’è una notizia buona e una meno. La cattiva, è che nel recupero della 17a giornata di serie A, la Fiorentina è uscita dal proprio campo sconfitta dall’Inter, interompendo così il mini-ciclio di risultati positivi che bene o male era riuscita a metter su dopo Roma. La bella, però, è che ne è uscita tra gli applausi convinti dei 30000 spettatori (altra novità rinfrancante) che, nonostante l’orario indecente per un turno infrasettimanale, hanno potuto costatare con i proprio occhi i progressi della formazione di Mihajlovic.

Insomma diciamo le cose come stanno, i Viola non meritavano la sconfitta seppur difronte ci fossero i campioni nerazzurri. Nonostante la sfortunata autorete di Camporese dopo pochissimi minuti nel primo tempo, la Fiorentina si è presto imposta a metà campo e ha creato più di un pericolo dalle parti di Julio Cesar grazie soprattutto alla mobilità di Behrami e al prezioso rientro di Mutu. Così è arrivato il meritato gol, grazie ad un cross insidioso di Pasqual sfiorato (o forse no!) da Gilardino di quel tanto quanto basta per bucare il portiere brasiliano. Dopo il pari la Fiorentina ha costruito altre due nitide occasioni, fallite entrambe sottoporta da Gilardino, prima di lasciare il passo agli avversari, inevitabilmente superiori sia tecnicamente che soprattutto fisicamente. Evidente, infatti, la lentezza con cui la difesa viola ha tentato il raddoppio di marcatura su Eto’o nell’azione della rete decisiva firmata dall’ex Pazzini.

Il calcio si sa è questo e a volte pure peggio, l’importante per adesso è poter tornare di nuovo a raccontare di una squadra che gioca a calcio. I risultati, per quel che resta da chiedere a questa stagione, li seguiranno a ruota.





Palermo Fiorentina 2-4

14 02 2011

 

La Fiorentina torna a vincere in trasferta dopo undici mesi ed espugna il Renzo Barbera con un bel 4-2. E’ un successo sorprendente accompagnato da una buona prestazione, finalmente abbiamo rivisto la Fiorentina giocare bene per una buona parte di gara, senza dubbio si tratta di una delle migliori partite dell’anno. Mihajlovic sceglie il 4-3-3 con Mutu e Santana ad affiancare Gilardino e proprio il rumeno dà un’altra dimensione all’attacco gigliato, Gilardino non sembra più soffrire di solitudine ed i difensori avversari hanno anche altri attaccanti a cui badare. La gara era sembrata iniziare bene per i viola apparsi più vivi rispetto al solito, ma alla seconda sortita offensiva il Palermo passa subito avanti con il gol di Pastore. La Fiorentina ha una bella reazione costruisce tre palle gol con Gilardino che finalizza l’assist di Behrami, ed è proprio il neo acquisto di gennaio a sfiorare il raddoppio prima del riposo con un bell’inserimento centrale con palla di poco a lato. Comunque un buon primo tempo in cui i viola hanno il torto di non aver finalizzato al meglio quanto costruito e di aver accompagnato poco in alcune circostanze le azioni offensive.

Nella ripresa pronti via e il Palermo torna in vantaggio grazie a una buona azione di Miccoli su cui non chiudono nè Pasqual nè Gamberini e all’anticipo di Nocerino su Santana che appoggia in rete. Il 2-1 sembra essere accusato dalla Fiorentina che a quel punto concede campo e qualche occasione al Palermo, a metà ripresa arriva il pari con Camporese che sfrutta al meglio un calcio d’angolo, il difensore viola viene perso completamente nella marcatura e segna il suo primo gol in A. A quel punto la gara sembra girare con Montolivo che coglie il palo con un tiro dai trenta metri ma è l’ingresso di Ljajic a risultare decisivo, il serbo provoca infatti prima l’autogol di Bovo e poi serve l’assist a Montolivo che mette il punto esclamativo sulla vittoria viola.

Se sarà la vera svolta della stagione lo scopriremo solo nelle prossime partite, sicuramente però questo successo consente alla Viola di affrontare l’Inter con altro spirito.





Lazio – Fiorentina 2-0

30 01 2011

E’ ufficiale, il vaso è colmo! Non è più possibile accettare questa guida tecnica difronte all’ultima inguardabile partita della gestione targata Mihajlovic. Se come per Mutu la società è pronta a fare un passo indietro sulle sue posizioni per il bene della squadra, deve fare assolutamente altrettanto sulla scelta di inizio stagione di affidare la squadra al serbo. Per difendere i loro stessi investimenti, per non perdere definitivamente l’appoggio della tifoseria, per dare un segnale forte al gruppo.
Ormai pare evidente che i giocatori stessi li remano contro o prestazioni come quella col Lecce e di ieri sera all’Olimpico non si possono comprendre.
Giocatori della caratura di Montolivo, D’Agostino, Gamberini e Gilardino, seppur non al 100% della loro forma, rappresenterebbero una risorsa importante per qualsiasi squadra di questa serie A ed invece sembrano essersi improvvisamente trasformati in poco che più mestieranti. Vada per le turbolenze dello spogliatoio, per la mancanza di nuovi stimoli dopo il ciclo-Prandelli, per i numerovoli cambiamenti di modulo a causa degli infortuni ma certe figuracce e soprattutto questa pericolosa posizione di classifica non possono più avere giustificazioni.

Inutile pure spendere parole sulla cronaca del match. La vittoria, dal risultato netto, di una Lazio in seria difficoltà, come dimostrato dai suoi ultimi risultati prima di ieri, basta e avanza. Neanche la contemporanea assenza dal primo minuto di Hernanes, Zarate e Dias e l’infortunio a partita in corso di Floccari hanno impedito agli uomini di Reja di avere la meglio sui viola, e pure col minimo sforzo!

La doppietta di Kozak costringerà la squadra al ritiro obbligato in un albergo fiorentino almeno fino alla gara di mercoledì col Genoa. Forse l’ultima occasione per Sinisa di convincere ancora Corvino e i Della Valle di meritarsi questo ruolo.
Per quanto ci riguarda, abbiamo già una nostra idea…





Fiorentina – Brescia 3-2

9 01 2011

Se pensavate che questa Fiorentina, costruita e ideata solo qualche anno fa per collocarsi stabilmente nelle zone alte della serie A e in Europa, non potesse fare peggio degli ultimi mesi prandelliani e i primi con Mihajlovic in panchina… beh, restate pure comodi! Che lo spettacolo (deprimente) prosegue senza variazioni di copione.

Dopo Bologna, anche la gara interna col Brescia conferma che neanche la pausa natalizia prolungata ha giovato al tecnico serbo e i suoi ragazzi: timorosi, impacciati e – quel che è peggio – senza la minima idea di come stare in campo.
Quello che succede nei primi 45 minuti della sfida del Franchi, considerata da tutti fondamentale per tenere almeno a distanza la zona retrocessione, è da incubo, con gli ospiti che chiudono in vantaggio per due reti a zero. I gol di Diamanti e Cordova sono di rara bellezza ma la Fiorentina, alla pausa dell’intervallo, è ancora assente ingiustificata nonostante che Sinisa si prodighi in affannosi cambi di modulo e giocatori. Fortuna vuole che difronte ai viola si trovasse una squadra con ancora maggiori problemi e paure, incapace di gestire il prezioso e meritato vantaggio e in grado si sciogliersi come burro quando, a metà ripresa, Gilardino indovinava di testa l’angolo giusto con una torsione delle sue. Da lì a poco i rumorosi fischi del Franchi e i cori sempre più polemici si tramutavano in tiepidi applausi per Santana (quarto centro consecutivo) e Ljajic, per un’inaspettata quanto casuale rimonta.

Insomma un successo senza troppi sorrisi, figlio più di una reazione nervosa che del gioco e con la complicità di un avversario davvero morbido.

Pensare di ripetere una prestazione simile, anche solo per metà, sabato prossimo al San Paolo equivalrebbe ad una sconfitta certa. E allora non ci resta che sperare che Fiorentina-Brescia sia l’ennesima occasione di svolta della stagione, magari stavolta quella vera…





Intervista a Stefano Prizio

13 12 2010

Abbiamo contattato il giornalista Stefano Prizio che, molto gentilmente, ha acconsentito di risponedere ad alcune domande come facemmo qualche settimana fa con Saverio Pestuggia.

1) Benitez dopo Mourinho, Mihajlovic dopo Prandelli: è davvero difficile subentrare in una squadra che ha già raggiunto ottimi risultati. Dove ha sbagliato secondo te il nostro mister e di chi sono state le maggiori colpe dell’inizio incolore dei viola?

Penso che siano due situazioni molto diverse: Benitez ha ereditato una grande squadra satolla per tutte le vittorie ottenute con il precedente tecnico, a Milano è questione di motivazioni non della capacità di Benitez – persona peraltro molto piacevole – che a mio avviso non sono in discussione. Chiunque avesse preso il posto del portoghese avrebbe avuto vita durissima, e infatti alcuni tecnici, su tutti Capello, hanno preferito declinare. A Firenze Mihajilovic ha dovuto raccogliere un’eredità tecnica ed affettiva senza avere una grande esperienza di panchina. Sinisa è un debuttante ed ha commesso gli errori che un tecnico commette quando si misura con la prima grande realtà. Dopo alcune difficoltà però mi pare ne stia venendo fuori con idee e carattere, speriamo…

2) Pensi che a Gennaio occorra comprare qualcuno?

Intanto diciamo che sarebbe proprio il caso. La società ha lasciato intendere che opererà sul mercato, leggi Cognigni ed il suo “faremo delle acquisizioni e non cederemo i campioni” (Sky una decina di giorni fa). Gli errori marchiani comemssi nelle ultime due finestre di mercato richiedono correzioni robuste.

3) Quali sarebbero secondo te le priorità?

Un terzino sinistro, un centrocampista di qualità e quantità che consenta al tecnico di giocare come vuole, ovvero con la mediana a tre, forse una punta, ma qui bisogna capire cosa vuole fare la società con Babacar

4) Rinnoveresti il contratto in scadenza a Donadel?

Si. Donadel è un giocatore che sta benisimo nella rosa di una squadra come la Fiorentina, anche se, come spero, le ambizioni future dovessero essere qualcosa in più rispetto ad oggi. Fatico di più a vederlo titolare, con tutto il rispetto per Donadel (al quale comunque do un 7,5 per questo inizio di stagione), vederlo nell’undici di base mi pare un’involuzione, era titolare nel 2005…

5) E a Santana?

Anche lui sta benissimo in rosa e gli rinnoverei tranquillamente il contratto, anche perchè non si ragiona di cifre astronomiche

6) Hai fiducia nella costruzione della Cittadella Viola?

No e non da ora. Non credo si farà e lo dico da almeno due anni. E ho anche seri dubbi sul fatto che sarebbe comunque giusto farla. Mi spiego: una cosa è battersi per uno stadio di proprietà, chi avesse voglia di verificare su fiorentina.it potrà vedere che fui il primo a tirare fuori l’argomento (ovviamente nell’era Della Valle) nel lontano 2003. Uno stadio moderno ha certamente bisogno di strutture “laterali” che lo finanzino. Altra storia è fare le strutture laterali con la scusa di fare uno stadio. E’ devastante il concetto che per condurre un’azienda di calcio occorra ocuparsi d’altro, sarebbe come dire che per costruire bene delle auto devo mettermi a vendere anche le bistecche. Magari è una metafora grossolana però mi sento prima fiorentino che tifoso viola, prima cittadino che giornalista… spero di essermi spiegato e spero che nessuno si arrabbi!

7) Che opinione hai della tessera del tifoso: pensi che nel lungo periodo porti qualche beneficio nel mondo del calcio?

Il giudizio sull’iniziativa sta nel suo esito, la tessera ha dimostrato di essere sostanzialmente inutile ed ecco che non si può che giudicarla l’ennesima iniziativa all’italiana, costosa, farlocca e destinata all’oblìo. La dimostrazione di quanto il palazzo della politica sia lontano dalla realtà, dalla piazza e dalla gente. Si vuole risolvere davvero il problema della violenza negli stadi? Le soluzioni ci sono, note da anni, chissà che prima o poi qualcuno non decida di adottarle…

Grazie a Stefano Prizio e Forza Viola!





Fiorentina – Cagliari 1-0

6 12 2010

Nel 15° turno “spezzatino” di serie A, spalmato in ben 4 giorni differenti, la Fiorentina torna a giocare alle 15 di domenica e, cosa ben più importante, a vincere anche in campionato.
3 punti preziosi nella consueta situazione d’emergenza tra infortuni e squalifiche che permettono ai viola di scavalcare in classifica proprio i sardi e intravedere la zona-europa..

La gara si accende solo nella ripresa grazie al vantaggio gigliato dopo una prima frazione tremendamente noiosa a causa di un atteggiamento fin troppo prudente da parte delle due squadre. La Fiorentina non rischia quasi mai neanche dopo l’1-0 e fallisce anzi più volte il raddoppio. Da segnalare però l’episodio accaduto al xx minuto, ovvero quando l’arbitro annullava per fuorigioco discutibile di Zanetti un gol dalla distanza di Donadel: molti dei viola in campo, convinti della regolarità della rete, hanno raggiunto il capitano per abbracciarlo lasciando così liberi e indisturbati i cagliaritani di riprendere il gioco e portarsi nell’area avversaria dove solo l’intervento provvidenziale in uscita di Boruc ha evitato il pari.

Alla fine la firma decisiva sull’incontro resta così quella di Adrian Mutu, a segno di testa sugli sviluppi di una punizione calciata da D’Agostino. Il rumeno, schierato in campo da Mihajlovic per tutti i 90 minuti di gioco nel ruolo di centravanti, è tornato così ad esultare per un gol dopo il lungo periodo difficile trascorso, per le note vicende, più per tribunali che in campo. Bello anche l’abbraccio in segno di riconoscenza che il numero 10 ha voluto riservare al tecnico serbo: Sinisa, va detto, tra le tante conferenze stampa pasticciate, si è sempre schierato pubblicamente in difesa del “Fenomeno”, facilitandone il progressivo recupero.

La Fiorentina delle giovani leve, oggi all’esordio anche Piccini, saluta con questo successo il campionato per i restanti giorni del 2010, visto l’incombere del proclamato sciopero dei calciatori previsto per il prossimo week-end ed il già noto rinvio della gara con l’Inter impegnata nel torneo intercontinentale. Ad eccezione della gara di Tim Cup di Parma, i viola, a meno di passi indietro in extremis dell’associazione calciatori, torneranno in campo solo il 6 Gennaio a Bologna. E vista la lunga lista di infortunati non ci dispiace più di tanto!





Juventus – Fiorentina 1-1

28 11 2010

Lesione muscolare ai flessori della coscia per Gilardino,  traumi muscolari per Camporese e una sublussazione gleno-omerale per Boruc. Così recità il report medico ufficiale della Fiorentina il giorno dopo la “battaglia” sotto zero di Torino.

Eppure c’è di che essere compiaciuti e ottimisti, aldilà del punticino raccolto. La squadra ha dimostrato almeno per 2/3 di gara tutto quello che era mancato fino ad oggi, confermando i progressi intravisti a Milano 7 giorni fa: ordinati e aggressivi al punto giusto, pur difronte ad un avversario più forte e in salute, pur con tutte le assenze prima e durante il match. Se a tutto questo ci aggiungiamo che  dall’altra parte c’era la squadra storicamente più odiata di sempre, la Juventus, si capisce che la soddisfazione è ancora maggiore!

Anzi, c’è anche una puntina di rammarico sul risulato finale. I Viola, in vantaggio per 80 minuti grazie all’autorete di Motta su tiro-cross di Vargas e alle super parate di Boruc, si sono fatti raggiungere solo da una punizione di Pepe all’83° minuto e su cui lo stesso portiere polacco non è sembrato esente da colpe. Unica nota stonata nella gelida serata dell’Olimpico è l’espulsione di Felipe che dopo 18 minuti dal suo ingresso si fa cacciare dall’arbitro Valeri per un fallo da dietro su Krasic. Decisione eccessivamente dura e che inguaia ancora di più la difesa viste le già numerose assenze.

Per concludere, una Fiorentina coraggiosa anche per la media-età schierata in campo, un po’ per scelta e un po’ per esigenze, da Mihajlovic, costretta nella sua area di rigore solo nel forcing finale finale juventino. Magari con un pizzico d’esperienza in più oggi si commenterebbe di un successo gigliato ma questa Fiorentina formato yè-yè, da crescere e responsabilizzare ma anche ricca di talenti come Camporese (ieri uno dei migliori in campo) , Ljajic e Babacar, non ci dispiace affatto!





Sinisa “chi non vorrebbe lavorare alla Juve?”

24 11 2010

Un mostro di simpatia non è mai stato, nè da calciatore nè da allenatore. Dei suoi proclami “vinciamo di qua, vinciamo di là” ne facciamo volentieri anche a meno.

Oggi è uscita un’intervista all’allenatore gigliato dove afferma che sarebbe difficile dire di no ad un’eventuale chiamata della juve.

Caro Sinisa, noi siamo per la maglia e difendiamo a spada tratta chi indossa la nostra, gloriosa, casacca perchè quella divisa viola non è una maglia ma è un’intera tifoseria è una città è FIRENZE! Non pretendiamo che tu aspiri, un giorno, ad allenare un’altra squadra ma ci sono dei momenti in cui è meglio stare zitti. Zitti e lavorare. Lavorare e portare risultati. Dopo…si può dire quello che si vuole.

Questa una parte dell’intervista tratta da Tuttosport:

Lei ha ribadito pochi giorni fa: per il mio passato mai potrei allenare Milan e Roma mentre verso la Juve non sento particolare rivalità.
«L’ho detto e lo confermo. Per me sfidare la Juve non è un derby».
 
Quindi se in futuro la chiamassero direbbe sì?
«Chi non vorrebbe da giocatore ma anche da allenatore lavorare alla Juve? Ma sia chiaro, non intendo mancare di rispetto a Del Neri né alla Fiorentina e ai tifosi. Aggiungo che mai sarei andato alla Juve di Moggi. Questa invece è tutta un’altra cosa. Mi piace il suo presidente, mi piacciono Marotta e Paratici, eppoi c’è Nedved. Sono molto contento del suo ritorno, la persona giusta al posto giusto, un uomo di grande spessore, di grande personalità, darà tanto, sarà un valore aggiunto per la società. Mi pare insomma che stia tornando la Juve per bene di qualche anno fa».