Chievo – Fiorentina 1-0

7 11 2011

La Fiorentina esce sconfitta dal Bentegodi e dice probabilmente addio a Sinisa Mihajlovic. Se la vittoria con il Genoa aveva temporaneamente rinsaldato la posizione dell’allenatore viola, la sconfitta contro il Chievo fa tornare la posizione dell’allenatore fortemente a rischio. A Verona la Fiorentina offre per l’ennesima volta una prestazione mediocre con gioco assente e anche senz’anima. Si gioca sotto la pioggia, il primo tempo scorre via nella noia, gioco quasi assente da entrambe le parti e brivido maggiore alla fine del primo tempo quando Natali rischia l’espulsione dopo un errato retropassaggio di Lazzari. Nella ripresa il Chievo inizia a premere e al quarto tentativo passa con Rigoni che sfrutta una difettosa uscita di Boruc. La reazione della Fiorentina è modesta, in particolare a centrocampo non ci sono guizzi nè idee, alla fine di occasioni ne ha più il Chievo per raddoppiare che la Fiorentina per trovare il pareggio. Nell’attesa della sosta attendiamo di capire che decisioni verranno prese, considerando la classifica modesta, il non gioco persistente e il clima di aperta sfiducia della piazza nei confronti del tecnico ci attendiamo solo una possibile decisione, vedremo se Verona sarà il capolinea di questo progetto tecnico, di fatto mai iniziato.
 
AN
 
 
Boruc 5,5; Cassani sv (23′ De Silvestri 5) Gamberini 6, Natali 5 (15′ st Nastasic 5), Pasqual 6,5; Montolivo 4,5, Behrami sv (25′ Munari 5) Lazzari 4,5; Romulo 6, Gilardino 5, Jovetic 6





Felipe Melo come Nicola Berti

2 03 2010

Ci accodiamo all’iniziativa promossa da David Guetta sul suo blog (www.davidguetta.it):

FELIPE MELO COME NICOLA BERTI

Lancio ufficialmente da questo molto frequentato blog l’idea di trattare sabato pomeriggio Felipe Melo esattamente come Nicola Berti nel campionato 88/89.
Sommergerlo cioè di fischi ogni volta che tocca palla, non farlo giocare a causa della contestazione: civile, ma fortissima.
Il signor Felipe Melo ci ha preso in giro per almeno un mese con tutte le sue frequentazioni con l’al di là, che avrebbe dovuto suggerirli quale fosse la strada maestra da prendere in vista di un possibile trasferimento alla Juve.
Senza contare il suo match di pugilato contro Lopez negli spogliatoi di Fiorentina-Cagliari e, soprattutto, la bravata di Lecce, che poteva costarci la Champions.
E’ vero che abbiamo fatto grazie a Corvino l’affare del secolo, ma resta l’assoluta sfacciataggine di questo signore che ricorda molto le sceneggiate di Berti nell’estate 1988.
Quel giorno del febbraio 1989 Trapattoni fu costretto a cambiare “il mercenario” per disperazione e noi battemmo l’Inter dei miracoli…