Fiorentina – Lazio 3-1 (Viareggio cup)

17 02 2012

La Primavera viola centra le semifinali del Torneo di Viareggio battendo la Lazio in una gara tirata e ricca di emozioni. La Viola dopo aver eliminato l’Empoli ai rigori agli ottavi presenta Cenciarelli in mediana al posto di Panatti, per il resto squadra confermata. L’inizio della gara è subito in salita per la squadra di Semplici che va sotto al 17’ per un fallo in area di Ashong su Barreto che dal dischetto trasforma il conseguente rigore. La Fiorentina reagisce e va vicina più volte al pareggio in particolare con Zohore che ben servito in area grazia tre volte la difesa laziale non sfruttando gli assist dei compagni. La Lazio si rivede in area viola solo con una punizione di Cilfone salvata da Ashong dopo una deviazione in barriera. Nella ripresa il forcing viola va avanti, ad inizio secondo tempo Bittante coglie il palo, poi la Lazio si salava ancora a metà ripresa in una grande occasione prima con Zohore e poi con Gondo ma i biancocelesti dell’ex Bollini si salvano ancora. La Fiorentina attacca molto ma a tratti lo fa in modo confuso e sul gioco aereo i centrali laziali si dimostrano molto attenti. Il pareggio viola arriva al quarto minuto di recupero di una gara che sembrava davvero stregata, sul corner di Campanharo la spizzata di Zohore sul primo palo è vincente e spedisce le squadre ai supplementari.
Nella mezz’ora di supplementari ci prova solo la Fiorentina, nei primi 15’ non accade nulla, nel secondo supplementare è Gondo a spedire al centro due assist invitanti sprecati in entrambe le occasioni da Matos (prima un tiro a lato poi un colpo di testa debole). L’episodio che decide la qualificazione arriva al 13’ del secondo supplementare fallo al limite dell’area su Zohore (sembra fuori seppur di poco) e calcio di rigore trasformato da Campanharo. I minuti finali ed il recupero lasciano un grande occasione di Agyei murata dall’ottimo portiere Scarfagna e il gol finale di Gondo bravo a controllare un pallone vagante in area e a chiudere il discorso qualificazione.  Sabato a La Spezia semifinale contro la Roma, ennesima sfida con i giallorossi in un duello che nell’ultimo anno sembra senza fine.
 
 
Svedkauskas 6  Solo ordinaria amministrazione, prende gol su rigore ma la Lazio tira in porta 3 volte in 120’
Bittante 6,5 Molto propositivo sulla destra, coglie anche un palo.
Rozzio 6 Bene in fase difensiva, qualche errore in appoggio
(28’ st Magheri 5,5 Entra ad aumentare il peso offensivo in attacco ma non lascia tracce)
Empereur 6,5 Se la cava bene, appare in crescita
Ashong 5,5 Errore grave sul rigore causato, si riscatta in parte salvando la porta sulla punizione di Cilfone.
Agyei 6 Fa molta legna in mezzo al campo, pur con qualche errore se la cava bene.
Cenciarelli 6 A volte sguscia via e cerca di pescare gli attaccanti.
(40’ st Panatti 6,5 Non è al meglio, si rende pericoloso con i suoi tiri dalla distanza, da uno di questi deriva l’angolo decisivo al 93’)
Campanharo 6,5 Mostra una buona tecnica, firma l’angolo e il rigore decisivo.
Baccarin 6 Ai limiti della sufficienza, appare sacrificato nel ruolo da esterno, un paio di conclusioni senza fortuna.
(13’ st Gondo 6,5 Ha un buon impatto sul match, nel supplementare prima offre due assist non sfruttati poi segna il gol della sicurezza alla fine del secondo supplementare)
Zohore 6,5 Fino al 93’ era da insufficienza per i troppi errori sottoporta, poi segna un bel gol che evita l’eliminazione e si procura il rigore decisivo.
Matos 5,5 Si accende ad intermittenza, ma i due errori davanti al portiere nel secondo tempo supplementare gridano vendetta.
 
AN





Fiorentina – Inter 0-2 (Viareggio Cup)

9 03 2011

La Viareggio Cup viene vinta dall’Inter che supera la Fiorentina per 2-0 in finale. La Fiorentina si presenta alla gara con il 4-3-3, a centrocampo ci sono Agyei, Salifu e Taddei, mentre in attacco Matos viene preferito ad Acosty che si accomoda in panchina. La Viola sembra scendere in campo timorosa e viene subito aggredita dall’Inter che al primo affondo va in vantaggio: azione a sinistra di Romanò ed appoggio a Dell’Agnello che, complice una deviazione, batte Seculin. La squadra di Buso accusa il colpo e fa fatica a rendersi pericolosa, la Fiorentina soffre in particolare a centrocampo dove l’Inter fa valere la sua superiore forza fisica e in attacco riesce solo raramente a rendersi pericolosa anche perchè i centrocampisti accompagnano poco l’azione offensiva. La Fiorentina nel primo tempo non impegna quasi mai il portiere Bardi, ci provano Iemmello e Carraro ma senza fortuna, l’Inter invece coglie un palo con Alibec, nel finale di tempo una trattenuta dubbia su Fatticcioni su azione d’angolo viene ignorata dall’arbitro Rizzoli.

Nella ripresa Buso sostituisce Matos, apparso in ombra, con Acosty e inserisce Masi al posto di Fatticcioni, la Viola ne guadagna e migliora la manovra di gioco, Acosty è attivo sulla fascia, ci provano Carraro su punizione (ottima riposta di Bardi), Iemmello e Seferovic, nel momento in cui la Fiorentina sembra più viva, l’Inter si fa pericolosa sulle ripartenze e a metà ripresa prima colpisce una traversa con Faraoni, che prova a sorprendere Seculin da fuori area, e poi trova il rigore del 2-0 su un’ingenuità di Piccini, dal dischetto Dell’Agnello spiazza Seculin e segna la sua doppietta. Nonostante il doppio svantaggio la Viola prova ad accorciare le distanze ma l’imprecisione sotto porta e le parate del portiere non consentono alla Fiorentina di trovare il gol della bandiera, e dire che Carraro Acosty e Seferovic avevano continuato a provarci. Finisce così con la vittoria dell’Inter e la Fiorentina che rinvia ancora il ritorno alla vittoria della coppa. Il bilancio in questa competizione per la squadra di Buso resta comunque positivo, l’obiettivo era arrivare fino alle battute conclusive della manifestazione, in finale l’Inter ha meritato il successo, ma è stata comunque una sconfitta onorevole. Adesso si torna a pensare al campionato, sabato la sfida in Piemonte contro la Juventus e mercoledì prossimo al Franchi la sfida interna con la Roma nella finale d’andata della Coppa Italia Primavera.





Da che pulpito viene la predica…

7 04 2010

Due partite con l’Inter. La prima sabato di campionato e la seconda il  martedi successivo per il ritorno di semifinale di Coppa Italia. Logica vuole che il massimo sforzo la Fiorentina lo compirà il 13 Aprile. Un successo nella semifinale di Coppa, infatti,  garantirebbe al 99% l’accesso alla prossima Europa League.  Ciò nonostante c’è chi si permette di fare della facile ironia sulle prossime sfide contro i nerazzurri, e la cosa più buffa è  che gli artefici di questi dileggi sono i romanisti. Si i romanisti… quelli che ci mandarono in serie B pareggiando l’ultima giornata in casa contro l’Udinese terzultima in classifica. Partita strana quella: segnò per l’Udinese  Desideri (ex romanista) e Carnevale (allora alla Roma) sbagliò un goal a porta vuota salvo poi, qualche settimana più tardi passare proprio all’Udinese. E’ proprio il caso di dire da che pulpito viene la predica…

Riportiamo per intero l’articolo comparso su “Il Romanista” (http://www.ilromanista.it/?section=news&id=20057):

TONINO CAGNUCCI
Ora, non si tratta di ricordare che Diego Della Valle è un tifoso dell’Inter (cosa che qua non stiamo facendo) ma di capire una frase che il suo allenatore, Cesare Prandelli, ha detto dopo il pareggio della loro Fiorentina a Parma. Questa: «Abbiamo la partita di Coppa Italia contro l’Inter che diventa per noi veramente importante. Abbiamo ancora la possibilità di restare agganciati a una posizione per l’Europa attraverso la Coppa Italia». Era sabato pomeriggio, il passerotto non se n’era ancora andato via; il passerotto della Viola è un posto in Europa, possibilmente l’Europa da Champions. Il sabato sera sarebbe stato addirittura senza febbre per la Fiorentina viste le sconfitte del Palermo e della Juve, insomma a 6 punti dal quarto posto e a meno per andare in Uefa, perché indicare nella Coppa Italia l’unica via per tornare “internazionali”?
Il fatto è che certe maledette malelingue (il titolo di una splendida canzone di un poeta come Ivan Graziani), non si sa perché, stanno mettendo in giro la voce che la Fiorentina potrebbe – potrebbe – non dare l’anima sabato sera contro l’Inter in campionato per magari cercare un tornaconto – finanche inconscio – nella gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia che si giocherà proprio al Franchi il 13 aprile (1-0 nell’andata di San Siro). Ma ti pare? Ma poi ti pare che succede con una squadra sempre integerrima come l’Inter uscita bella e pulita dalle Inter-cettazioni di Calciopoli con tanto di spilletta da far vedere a tutti? Però il fatto rimane, ed è un mistero persino matematico.
Prandelli nasconde un segreto da Beautiful mind: è convinto di qualificarsi per la finale di Coppa Italia più di quanto lo sia di battere l’Inter sabato anche se nel ritorno coi nerazzurri dovrà farlo con almeno due gol di scarto. Viene in mente una splendida battuta di Febbre a 90. «Per vincere 2-0 prima devi segnare il primo». Per Prandelli non è così: è più facile battere l’Inter il 13 aprile 2-0, o magari anche 52 a 1, piuttosto che vincere anche di autorete sabato. Com’è possibile?
Forse quelle malelingue non sono così maledette? Ma ti pare che ci sono state partite strane in questo campionato? Qualcuno ha parlato del secondo tempo tra Inter e Samp finito niente a niente anche se la Samp giocava con due uomini in più. Ma ti pare? Ma davvero prima di Inter-Sampdoria del 2005 Bergamo ha detto a Facchetti: «È una sfida che vedrai la vinciamo insieme»? Sicuramente no. Qui siamo tutti garantisti, fino a prova contraria siamo tutti innocenti. Ci mancherebbe altro. Però per evitare qualsiasi equivoco Prandelli tenga i telefoni spenti. Così magari non lo chiama Della Valle.