La strada giusta

16 09 2010
  

Mercoledì. Ovvero l’esatto giorno della settimana che ci divide dalla gara giocata a Lecce e quella che ci attenderà sabato pomeriggio al Franchi. E un po’ come ogni qual volta che si raggiunge la metà della strada da percorrere, anche noi ci concediamo una piccola sosta. Niente autogrill, ovviamente, ma solo una semplice pausa a mente fredda, senza la delusione del post-sconfitta o l’ansia da pre-gara. Gli argomenti di discussione non mancherebbero in effetti: c’è, ad esempio, la lettera comparsa sul sito ufficiale indirizzata alla classe arbitrale dopo i nefasti e recenti inteventi dei guardalinee o, altrimenti, la minaccia di sciopero dei calciatori contro il nuovo contratto collettivo. La prima, scritta nei toni giusti, eleganti e decisi allo stesso tempo, porterà il suo inevitabile effetto sulla terna arbitrale nei primi 30 secondi della partita con la Lazio per poi andare via via scemanto fino ad essere archiviata nel dimenticatoio (salvo altri “furti” clamorosi!) mentre l’altra crea, già al solo pensiero, spasmi intestinali terribili.

No, non ci siamo… ci vorrebbe qualcosa di più concreto… ci vorrebbero… dei gol! Eh si, ecco cosa ci manca!! Siamo in tremenda carenza da reti e lo siamo dal  finale della scorsa stagione, ovvero da quando il nostro bomber non è più tale. Di giustificazioni a tal proposito ne sono state scritte già tante: troppe gare, troppo solo là davanti, i mondiali e il ritardo al ritiro estivo. Tutte vere e plausibili. Ma cosa dobbiamo sperare perchè Gilardino torni l’implacabile attaccante d’area di rigore che tutti conosciamo? Il rientro di Mutu, come ho sentito dire da qualche autorevole voce allla radio? Speriamo serva meno tempo, dico io! Eppure gli errori evidenti commessi dal nostro numero 11 contro il Napoli e al “Via del mare” di Lecce sono sotto gli occhi di tutti. Anche le sue quote SNAI, su chi sarà il capocannoniere di questa stagione, sono salite vertiginosamente nelle ultime settimane.

Ma nel nostro grande piccolo ruolo di tifosi non ci resta che continuare a sostenerlo a prescindere, un po’ perchè glielo dobbiamo per i magici momenti che ci ha fatto vivere (per dirne uno, qualcuno per caso ha già dimenticato Anfield?!) e un po’ perchè di vere alternative (Babacar non me ne vorrà) in rosa non ce n’è. Non bisogna, insomma, lasciarsi andare ai soliti brusii e facili commentini che già in curva m’è capitato di ascoltare. Perchè infondo ad un centravanti di razza basta davvero poco, magari anche una palla spizzata male ma che finisce in porta, per ritrovare fiducia e continuità. 

Nel frattempo, io ho scommesso su di lui.

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